Venerdì, 21 Settembre 2018 14:43

Perugia: luci ed ombre

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"...poi la sua attenzione fu totalmente catturata dalla grande fontana bianca e rosa che occupava il centro della piazza, stupefacente, insolita e rassicurante al tempo stesso, per la sua bellezza armoniosa. Si avvicinò per bere, ma si accorse che non era quella la sua funzione principale: la fontana era un libro di pietra, che rappresentava la vita dell’uomo con un calendario..."  (da "Il falco ghibellino" cap.4)

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"Si infilò in un vicolo, sperando di far perdere le proprie tracce: il passaggio dal pieno sole all’ombra delle case alte e strette le fece per un attimo oscurare la vista, dovette fermarsi. Quando riprese a vedere distintamente, si addentrò nella stradina tortuosa. I rumori del mercato giungevano attutiti, il caldo opprimente aveva lasciato il posto ad un’ombrosa frescura, ma il tanfo di rifiuti in decomposizione disseminati lungo i margini della via le dava un senso di nausea, i muri delle case si susseguivano compatti, senza spiragli né vie laterali, dandole l’impressione di essere entrata nel lungo tubo digerente di una bestia affamata. Il risuonare di passi dietro di lei la costrinse a correre, la strada andava sempre più in discesa, verso il basso, nel profondo."  (da "Un erede per il falco" cap.2)